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Gli interventi del Presidente sul quotidiano "Il Mattino" 


LUIGI CELESTRE ANGRISANI

L'articolo

18 maggio 2001  
Angrisani: "Il centrosinistra ha perso per le candidature sbagliate".

Dopo aver visto tanti slogan per le elezioni ne propongo uno per il dopo elezioni chi la fa l’aspetti. Ovvero i cittadini hanno usato il voto per punire, premiare, giudicare. Non solo i simboli ma le persone. Soprattutto le persone. Ed è venuto al pettine il nodo di candidati che hanno preteso la candidatura pronti a nascondersi dietro i simboli perché “tanto gli elettori scelgono i simboli”. Non è stato così. Ed è accaduto che anche nella zona dell’agro, che era considerata un’area di grande vantaggio per l’Ulivo, il centro sinistra ha preso una batosta che sarà difficile da scordare. Altro che collegi “blindati”. Chi pensava “un candidato vale l’altro” si è suicidato politicamente. Per presunzione o se preferite, per arroganza. Credo che il più grande errore dell’Ulivo sia stato questo: non capire che la chiave per aprire la porta del successo era quella di presentare candidati forti, anzi fortissimi. Aveva di fronte una Casa delle Libertà che poteva contare sul traino di una grande campagna di comunicazione politica e sull’appeal di un certo Silvio Berlusconi, e che tutti i sondaggi davano nettamente favorita. Sì, soffiava un vento di centro destra. E come si ferma il vento, con le barriere di cemento o con le tendine di cotone? L’Ulivo ha scelto in gran parte, anche qui da noi, le tendine di cotone. E il vento è passato. Anche dove solo pochi mesi fa il centro sinistra aveva fatto man bassa di voti. Mi ricordo che De Mita e Corace l’avevano detto: i nostri candidati devono essere talmente forti, credibili, apprezzati da tutti, da poter trainare il voto. Ci si provò, con riunioni, selezioni eccetera. Poi tutto arrivò a Roma e ogni partito scelse con una logica da prima repubblica: “quel collegio spetta a me, decido io chi candidare”. Il risultato? Un’ecatombe. Adesso qualcuno dice è colpa della legge elettorale. E perché non la conoscevate? Non sapevate che il candidato di una coalizione, tanto più alla ricerca di una difficile rimonta, deve essere condiviso e apprezzato da tutti? Si è voluto giocare a calcio con le regole del basket, ovvero al maggioritario come al vecchio proporzionale, dove si poteva votare il simbolo senza votare il candidato, dove i trombati venivano risarciti. E così, per esempio, abbiamo trovato candidati dell’Ulivo che erano già stati bocciati dall’elettorato alle elezioni regionali, per di più contro candidati che avevano vinto alle stesse elezioni. Cosa ci si poteva aspettare? Il centro destra ha ringraziato e ha vinto. Ovvio. E infatti i pochissimi candidati dell’Ulivo vincenti sono persone che hanno una forte credibilità personale sul territorio (che non significa esserci nati ma aver fatto qualcosa di importante): Annunziata assessore provinciale, De Luca, ex sindaco di Salerno, Iannuzzi consigliere comunale di Salerno. E’ vero, ce ne erano altri forti(non molti) che hanno perso lo stesso, però almeno se la sono battuta . Un altro segnale che dimostra che le rendite di posizione non ci sono più è il fatto che i deputati uscenti sono stati bocciati. Tutti, con la sola eccezione di Cozzolino e di Cardiello (favorito però dalla situazione di un collegio dove Conte ha tolto all’Ulivo una barca di voti). Ma a parte nomi e casi specifici, la morale è chiara: la gente non vota un candidato che non le piace solo per dovere. L’avevamo detto in tempi non sospetti Avevamo ragione. Resta un dubbio: la lezione del 13 maggio sarà stata capita? O si vorrà giocare ancora a calcio con le regole del basket? Per ora lo si potrà capire solo dagli allenamenti, perché alla prossima partita manca un sacco di tempo.
Luigi Celestre Angrisani, 18 maggio 2001
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